Qualcuno lo ha pensato davvero. Vedendo le belle fotografie di immobili preparati per la vendita da professionisti, si è chiesto: ma si può fare home staging da soli?!

Del resto è naturale che chiunque sappia apparecchiare un tavola, mettere dei cuscini sul divano o appendere un quadro.

Sono tutte operazioni semplicissime, e per questo si pensa che sia facile ottenere lo stesso risultato che si è visto in quelle fotografie.

Ma siamo sicuri che sia davvero così semplice?

fare home staging da soli

Apparenza vs. realtà 

L’home stager è una figura professionale nuovissima in Italia. Non è raro trovare ancora qualcuno che risponda “home-che???” quando spieghiamo di cosa ci occupiamo!

E proprio per potersi definire un esperto del mestiere, questa figura deve prima di tutto conoscere e saper applicare tutta una serie di regole, tecniche e accorgimenti al fine di valorizzare al meglio l’immobile per la vendita. Non a caso, esistono corsi di formazione molto specifici e spesso gli home stager hanno anche una laurea in architettura o design degli interni.

In apparenza, il lavoro di un home stager viene visto come un “mettere i fiocchetti alle case”. Qualche tappeto, due candele ed ecco che si può fare home staging da soli.

Nella realtà: che cosa serve davvero per realizzare un buon intervento di home staging?

Cosa serve ad un home stager

Facciamo una lista delle competenze e delle risorse di cui necessita un vero professionista di questo mestiere.

  • Conoscenza delle regole dell’arredamento: i mobili non sono mai disposti a caso, né quando si parla di progettazione di interni, né quando si sta facendo home staging. L’immobile va studiato e analizzato per ottenere il meglio della funzionalità ed equilibrio tra gli spazi.
  • Buon gusto e fantasia: anche per coloro che hanno doti naturali, è bene sapere che la scelta dei colori ha le sue regole così come la disposizione degli accessori. Tutto è finalizzato alla ricerca del “piacere per l’occhio”.
  • Riconoscere i punti di forza di un immobile: è una competenza molto specifica di questa professione, significa saper comprendere in che modo valorizzare l’immobile e il target a cui è destinato.
  • Un magazzino di arredi e complementi: il più grosso investimento iniziale per lanciare l’attività di home staging sta proprio qui. Non si può pensare di fare un buon lavoro senza un buon magazzino a cui attingere affinché l’immobile – specie quando è vuoto –  sembri realmente finito e abitabile da subito.
  • Una fotocamera professionale: la fotografia è il biglietto da vista dell’immobile. Non si può pensare che, dopo averlo preparato e curato in ogni dettaglio, si concluda il lavoro con una fotografia scattata con lo smartphone.
  • Tecniche di fotografia e fotoritocco: chiunque abbia preso una reflex in mano sa che una buona macchina fotografica non basta. E’ necessario conoscere le tecniche per ottenere le migliori inquadrature, sapere come gestire le luci sul posto, sapere come post-produrre l’immagine dopo lo scatto. Anche qui servono formazione ed esperienza.
  • Spirito di adattamento: ebbene sì, il lavoro di home stager è mentale ma anche fisico. Ci sono mobili e borse di accessori da trasportare dal magazzino alla casa in questione, nonché giornate intere trascorse ad allestire. Indipendentemente che la temperatura sia di 30 o 5 gradi.

fare home staging da soli

Fare home staging da soli sì o no?

Ecco cosa c’è dietro al lavoro di un home stager. Dietro alle fotografie di “semplici case” rimesse in ordine c’è un lungo lavoro frutto di studi, ricerche, scelte e tentativi per raggiungere l’obiettivo: valorizzare i punti di forza di un immobile per attirare quanti più visitatori possibili attraverso le emozioni.

Nulla di ciò che vedete è messo lì per caso. Tutte le competenze si uniscono per realizzare un intervento che sappia catturare i potenziali visitatori e farli innamorare di quella che sarà la loro futura casa.

Se volete fare home staging da soli, guardate le vostre fotografie e chiedetevi: ma io questa casa andrei mai a vederla? Questa foto mi invita a pensare che in quella casa potrei viverci?

Quando le fotografie – il biglietto da visita! – non invitano ad alzare la cornetta per prendere un appuntamento, significa che c’è qualcosa di sbagliato. Forse manca quell’armonia di insieme che richiama il concetto di bellezza e benessere; forse non riescono davvero ad emozionare il potenziale visitatore.

Siamo sicure che nemmeno i nostri lavori siano perfetti e che ci sia sempre qualcosa di migliorabile. Tuttavia lasciamo che siano i nostri risultati a parlare per noi.

Un intervento non realizzato ad arte potrebbe farvi perdere molte opportunità, lasciando fuggire i vostri potenziali clienti verso un altro immobile meglio preparato. Significherebbe vanificare il vostro investimento in termini di tempo e costi, quando tempi e costi sono esattamente i metri di paragone di una vendita di successo: vendere casa velocemente ed al miglior prezzo.

…O non è questo il tuo obiettivo?

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